Crescita
La vitamina D durante l’estate
pubblicato il 30/03/2026 • aggiornato il 20/04/2026
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Con l’arrivo dell’estate cambiano le abitudini quotidiane dei bambini: si passa più tempo all’aperto, le giornate si allungano e l’abbigliamento diventa più leggero.
Questo porta spesso a riconsiderare alcune attenzioni legate al benessere e all’equilibrio nutrizionale.
In particolare, ci si interroga se le condizioni tipiche della stagione estiva possano modificare il contributo complessivo di alcuni nutrienti. Le routine familiari, le vacanze, le diverse modalità di esposizione al sole e l’uso di protezioni solari rendono ogni situazione diversa dall’altra.
Non tutti i bambini, infatti, trascorrono l’estate allo stesso modo né hanno le stesse abitudini.
È quindi naturale chiedersi se, durante i mesi estivi, sia opportuno continuare o meno a prestare attenzione all’apporto di vitamina D. Un dubbio sicuramente legittimo, visto che in questo periodo i bambini trascorrono più tempo all’aria aperta e sono meno coperti.
La maggiore esposizione solare, infatti, attiva la produzione naturale di vitamina D3 nella pelle.
L’obiettivo è aiutare tutti i genitori a fare scelte più consapevoli e sicure per la salute dei propri bambini, non solo nei mesi più freddi, ma anche nella stagione estiva.
Il sole è un alleato: come favorisce la produzione di vitamina D3
In presenza di radiazione ultravioletta di tipo B (UVB), la pelle è in grado di avviare la sintesi della vitamina D3 (colecalciferolo) a partire da un precursore naturalmente presente negli strati più superficiali della pelle.
Questo processo si attiva quando la luce solare raggiunge la pelle scoperta e dipende da diversi fattori, come l’intensità della radiazione, la durata dell’esposizione e la superficie cutanea esposta.
La vitamina D3 prodotta a livello cutaneo rappresenta una forma iniziale che viene successivamente trasportata nel circolo sanguigno. Da qui, entra nei normali processi metabolici dell’organismo.
Per questo motivo, l’esposizione al sole è considerata un fattore che favorisce l’avvio della produzione endogena di vitamina D3, all’interno di un equilibrio che tiene conto anche della protezione della pelle e delle abitudini quotidiane.
Esistono diversi fattori che possono influenzare in modo significativo la sintesi cutanea, tra cui:
- Latitudine
- Orario e durata dell’esposizione: i raggi del sole sono più intensi tra le ore 11 e le ore 15
- Protezione solare: l'uso di creme solari può filtrare la radiazione ultravioletta e ridurre i processi di produzione della vitamina D3
- Colore della pelle: i bambini con elevata pigmentazione cutanea hanno bisogno di trascorrere più tempo al sole
Data la maggiore esposizione media, solitamente l’integrazione non è necessaria durante i mesi estivi. Tuttavia, in caso di dubbi o domande, è sempre possibile chiedere maggiori informazioni al pediatra.
La situazione invece è diversa in altri casi, dove l’integrazione di vitamina D può essere utile anche in estate.
Fototipo scuro
I bambini con una pelle più scura producono vitamina D più lentamente, perché la maggiore quantità di melanina riduce la capacità della pelle di sintetizzare la vitamina.
In questi casi, anche un’esposizione solare regolare potrebbe non bastare e il pediatra potrebbe consigliare di continuare con una leggera integrazione.